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29 -June -2017 - 04:07

Monte Frontè 2153 m

"La liguria vista dall'alto"
La vista è maestosa, da un lato la valle Argentina, fino al mare, dall'altro la valle di Monesi fino al Monviso.

Molini di Triora-Triora-P.sso della Guardia-Colle Garezzo-Monte Frontè-P.sso Garlenda-P.sso della Guardia-Goina-Corte-Molini

Stato : Italia-Liguria
Partenza : Molini di Triora
Arrivo : Molini di Triora

Km : 38
Tipo : all mountain/cicloalpinismo
difficoltà tecnica : alta ( dalla Garlenda); media (su Goina e Molini)
impegno fisico : alto
dislivello : 1770 m
altezza max raggiunta :
2153 m (Monte Frontè)
Periodo consigliato: da Maggio a Novembre

TRACCIA GPS: download GPX file

FOTOGALLERY: download gallery

DESCRIZIONE: Grandioso anello di soddisfazione per bikers esigenti su una delle vette più alte della Liguria, il Monte Frontè 2153 metri, 50 metri solo più basso della vetta più alta, il Saccarello, poco distante.
L'itinerario regala quanto di meglio un biker possa desiderare: panorami d'alta montagna, una vetta raggiunta, a parte i 100 metri lineari finali, totalmente in sella, sentiero di cresta, singletrack su prato scorrevole, tornantini tecnici e pietrosi, tratti di bosco flow, discese miste, roccette, radici, ripidi, tratti veloci. La discesa in bici dal Passo di Garlenda al passo della Guardia credo non sia mai stata recensita, provatela!
Consiglio spassionato: andateci solamente se le condizioni metereolociche sono ottimali, sarebbe un peccato perdersi la vista dal Frontè.

ROADBOOK: Siamo di nuovo in Valle Argentina, famosa per tante cose, le "streghe di Triora", il pane di Triora e Molini, la buona cucina dell'entroterra ligure, la ex G.F. "La via delle Streghe, "L'appendaun", il freeride, Argentina Bike, Riviera Freeride, i lunghissimi sentieri supernatural,il Superenduro, il Monte Saccarello, ma….. oggi vi parlo del Monte Frontè.
Anni fa, quando un'altra G.F. "la Pedalalpi", passava a ridosso delle pendici del Monte Frontè, ero a conoscenza della statua della Madonna che stava in vetta, ma in gara, si sa, anche se sei tra gli ultimi, il panorama te lo godi poco. Grazie all'idea di Marco Lanteri di sperimentare in discesa un sentiero che lui aveva qualche giorni prima sperimentato a piedi in salita, ci ritroviamo a pedalare al contrario sulla stradotta che dal Colle del Garezzo porta sulle creste delle Alpi Liguri e ai piedi del Frontè, decidiamo di raggiungere la vetta, per veder da vicino la statua, ma soprattutto per dire…ci siamo stati!.

Ripartiamo con ordine: lasciata l'auto a Molini di Triora, si parte in sella sulla classica salita, prima su asfalto e poi sterata, che già si percorreva con la "Via delle Streghe", e che passa per Triora, dove poco prima di entrare in paese, oltre a trovare una fontana, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Monesi e Passo della Guardia. A breve finirà l'asfalto e comincerà la sterratona fino al Passo della Guardia. Da qui svoltare a destra sempre per Monesi e Colle del Garezzo. In quasi 3 Km si raggiunge la galleria del Colle , la si passa e subito a destra e poi ancora a destra per una sterrata più stretta, ricavata…ahime'!!! sulla traccia del vecchio sentiero…..comunque oggi ci è venuta comodissima. Infatti, per chi ha gambe, questa nuova traccia, permette di raggiungere in sella i 2100 metri.
Da qui, gli ultimi 53 metri si superano con la bici sulle spalle. Ecco la vetta, ecco la statua, ultimamente rincollata dopo la disgrazia di un fulmine.
La vista è maestosa, da un lato la valle Argentina, fino al mare, dall'altro la valle di Monesi fino al Monviso.
Pane e formaggio, una coca, protezioni alle ginocchia…e via!!!
Si segue il crinale montando subito in sella proprio dalla vetta, scendendo in direzione ovest, puntando al Colle sottostante, il Passo Garlenda, da dove parte la nostra traccia da sperimentare. Incredibile!!!! Anche Marco, che l'aveva percorsa a piedi in salita qualche giorno prima, rimane basito…..direi 98% in sella. La prima parte


, lisci tornantoni sui prati, a seguire un ripido cambio di pendenza che introduce la parte centrale, la più tecnica, dove lascerà soddisfatti i maniaci del nose press…per i comuni mortali, comunque, la maggior parte dei tornanti si fanno in sella. La parte finale di nuovo più flow, nonostante le roccette tipiche della Valle Argentina. E …..peccato…è finita, poco più i 2 Km, ma che rendono giustizia alla fatica fatta. Una discesa sicuramente da ripetere. Tornati sulla sterrata, si svolta per Triora a scendere, e al primo slargo, si segue a sinistra una traccia flow su aghi di pino, che costeggia un tratto della sterrata percorsa in partenza. Si rientra sulla sterrata e dopo poche centinaia di metri si svolta a sinistra per un sentiero indicante l'abitato di Goina. Il sentiero è divertentissimo, tipico della valle Argentina, supernatural, simile a quelli del freeride, ma ancora, fortunatamente vergine, poco utilizzato, amato dai "sentierologi puri".
Raggiunte le case di Goina, una fontanella ci rinfresca e ci permette di riempire sacche idriche e borracce …. la strada è ancora lunga e …non tutta in discesa. Seguiamo la traccia a fianco della chiesetta ed entriamo in un bosco di castagne, che in passato ho sempre percorso volentieri, tantissime volte….mi ha fatto piacere ritrovarlo ripulito e in ottime condizioni. Dopo la prima parte in prevalenza in discesa, ci aspetta un tratto di sali e scendi fino a raggiungere una sterrata. La si segue a scendere, poi anche a salire…...Ad un incrocio ampio, teniamo la destra scendendo e qui molta attenzione, dopo 1 km circa , ci sovviene la traccia d'attacco di una prova speciale del Superenduro di Molini….non ci resta che butttarsi dentro e percorrerla fino alla fine. In prossimità della sbarra della sterrata incontrata, saliamo, nonostante il caldo e la fatica ci pesino parecchio, e dopo 1 km circa, in vista dell'abitato di Corte, scendiamo su sentiero a destra, costeggiando un bellissimo vigneto. Il sentiero segue parallelo dall'alto la strada che da Corte porta alla chiesa della Madonna del Ciastreo, da qui ci buttiamo sulla sterrata di cui sopra e la seguiamo prima n discesa e poi per breve risalita fino all'ingresso dell'ultimo stupendo sentiero, subito dopo aver guadato il torrente di Corte. Come sempre, anche oggi, il sentiero si presenta in ottime condizioni….3 km di puro divertimento. La sorpresa all'arrivo sarà il laghetto di Molini, dove al 5 di ottobre in tanti facevano ancora il bagno!!!!!

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