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24 -February -2017 - 00:45

Monte Grammondo-Olivetta

29-06-2013

Un mondo di sassi e profumi mediterranei.

Stato : Italia (liguria)
Partenza : Bevera (Valle Roya)
Arrivo : Bevera (Valle Roya)
Km : 37,780
Tipo : all mountain
difficoltà tecnica : alta
impegno fisico : alto
dislivello : 1411 m
altezza max raggiunta : 1380 Monte Grammondo
Periodo consigliato: tutto l'anno…attenzione pero' alle alte temperature.

TRACCIA GPS: download GPX file

FOTOGALLERY: download gallery

DESCRIZIONE: Rieccoci qua, a sapere bene cosa ci aspetta in salita..
Alessandro, Serge, Gualtiero e Monica.
Le giornate fredde della settimana passata, ci hanno fatto scegliere un percorso vicino al mare.
Il Grammondo….. una montagna sopra Ventimiglia, al confine Italo- Francese, dove per raggiungere la vetta ci vuole molta costanza e lo spirito giusto.

ROADBOOK: (relazione di Monica)
Si parte da Bevera e ci si dirige verso Torri pedalando dapprima in piano e poi giunti a Calvo si comincia a salire decisi su asfalto.
Dopo poco meno di 4 km, sulla destra comincia una strada sterrata che passa di fianco a delle abitazioni e che sale con fondo a volte un po' smosso ma pedalabile. Le pendenze si fanno subito sentire, ma ci saranno validi motivi per una sosta per fare delle foto.


In questo periodo, poi, la fioritura è esplosa (finalmente) e mentre si pedala si possono sentire i profumi di timo selvatico e ginestre.
Si continua su strada sterrata, a volte con lunghi traversoni che si aprono sulla valle sottostante che ci permettono di ammirare il panorama. Arrivati a quota 700 mt circa, cominciano i primi segnali del peggioramento del fondo stradale.
Sassi smossi uniti a pendenze notevoli (brevi tratti anche al 16%) denotano un mantenimento della strada direi "un pò scarsino se non nullo"tant'è che alcuni di noi dovranno scendere dalla sella e fare qualche tratto con bici al fianco.
Per chi invece avrà abbastanza potenza nelle gambe sarà una sfida pedalarla tutta.. E bravo Gualtiero!


Dopo una serie di tornanti un po' più corti rispetto ai precedenti, si arriva ad un bivio con paline indicative, noi seguiamo a sinistra, direzione vetta del Grammondo. Dopo ancora un breve tratto di strada comincia il sentiero che passa di fianco a dei ruderi militari e velocemente arriviamo al secondo bivio con paline indicatrici. Da qui due possibilità: o ci si ferma lì o si sale ancora verso la cima vera e propria del Grammondo.
Alessandro e Gualtiero decidono di salire in vetta, io e Serge decidiamo che dopo 3 ore di pedalata, va bene anche un riposino con il bel panorama che si presenta al colletto. Siamo a quota 1300 mt e gli arditi scalatori non impiegano molto ad arrivare in cima .
Alessandro:" Finalmente alla 5° volta ce l'ho fatta a raggiungere la vetta. Le volte precedenti o per la stanchezza o per il meteo avevo desistito. Ho voluto caricarmi la bici sulle spalle pur sapendo che non mi aspettavano tratte pedalabili….ma la voglia di scattare una foto con la bici era troppa…da troppi anni aspettavo questo momento. Dalla vetta il panorama è grandioso, di fronte a me un promontorio a gobba che scende verso il mare, come a separare i due stati, da una parte Ventimiglia e dall'altra Mentone. Provando a mettermi in sella ho finalmente capito perché l'ultimo tratto di salita fosse così sassoso….saranno mica rotolati giù dalla vetta?!??!??"

Riuniti di nuovo, ci prepariamo alla discesa che solletica la nostra curiosità, poichè 3 su 4 di noi non l'hanno mai fatta….. il quarto l'aveva fatta anni fa.
Si ritorna al bivio precedente e si seguono le indicazioni Olivetta.. così… pronti??? …Viaaaaaaa….. ma dov'è il sentiero??
Si comincia a scendere su sterratone, anche bello rovinato.. ma dov'è il sentiero? Eppur era qui….
La traccia sul Gps ci dice che a volte ci siamo sopra, a volte invece siamo fuori traccia… scoperto il trucco.. hanno fatto una strada (non tenuta a posto naturalmente) che ha tagliato il vecchio e, dicevano, bel sentiero, che passava nel bosco.. a tratti lo si intravede allora lo prendiamo, poi poco prima del rifugio Gambino, dove è anche possibile trovare acqua, la strada finisce e c'è solo più il sentiero.
Qui inizia la parte tosta, poiché sembra di essere su un letto di torrente stretto con rocce e sassi che l'acqua ha fatto affiorare, va beh… comincio a pensare che la fatica fatta in salita non merita la discesa e continuo a pensarlo per un bel po', almeno fino a quando il sentiero "très cassant" come dice il nostro amico francese Serge, diventa come per magia un parco giochi naturale per la mtb… AHHHHH se fosse stato tutto così!!! Che goduria!


Questo tratto ci ha fatto dimenticare tutto, la salita, la fatica, la sete e giù tra curvette, passaggi entusiasmanti e tagli delle curve, dove roccia ferma e terreno perfetto fanno scorrere le nostre ruote facendoci sorridere a 36 denti!
Poi il sentiero si trasforma ancora.. arriva l'ultimo tratto del Gta ed ora ben concentrati con le braccia alla fine un po' "frollate" affrontiamo questi passaggi su rocce ferme, ma tecniche al punto giusto per chi ha una buona tecnica di guida.. e finalmente Olivetta… al ponte, dove si ammirano le olle del fiume sottostante, si risale verso il paese dove ci rinfreschiamo ad una bella fontana e con una buona birra.
Finita così? No no… vorrai mica tornare per asfalto!! Così Alessandro aveva tracciato un sentiero che da Olivetta saliva verso Collabassa e poi ridiscendeva a Torri…
Da Olivetta direzione cimitero (tutto detto…) si prende la strada dapprima asfaltata e poi sterrata che poi diventa sentiero.. si comincia salire bici al fianco seguendo le tacche, poi quando il sentiero comincia a scendere, si incontra un bivio e si prende in ripida salita a destra (poco visibile e non segnato) ma appena si arriva sul traverso la traccia poi diventa evidente… il tempo a nostra disposizione comincia essere tirchio, alcuni di noi devono rientrare.. però ci diciamo che si sale questo pezzettino e poi da Collabassa tutta discesa, che poi ci fa anche evitare le gallerie di Airole… Errore di calcolo..
Il sentiero, classico delle "capre", arriva su una prima cresta e già il tratto per arrivare fino a lì è abbastanza lungo.. poi dalla cresta seguiamo sempre il sentiero fino ad arrivare a vedere quello ci aspetta.. il sentiero scende.. si.. ma poi risale di nuovo in altra cresta.. si vede il paese di Collabassa.. troppo lungo.. troppo tardi.. decidiamo così di mollare questo sentiero delle capre, che non è proprio uno di quelli "veloci" tra vegetazione e rovi bassi che raschiano le gambe.. e torniamo indietro. Da Olivetta, scendiamo su strada asfaltata (non prima però di aver preso ancora un taglio!!) per ritornare alle macchine.
Stanchi e provati da una giornata un po' strana, con un panorama selvaggio sia in salita che in discesa, il profumo dei fiori e i loro colori e con ancora il ricordo di quel tratto di sentiero che sembrava un bike park!!.. beh, in fondo è stata una bella giornata di bike e in ottima compagnia.

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